Pianeta America: Prospettive presidenziali ed allergie repubblicane

Newt Gingrich

Romney non gradisce i media, Gingrich i bambini poveri

HOUSTON, Texas – Secondo il Washington Monthly sembra che i collaboratori di Mitt Romney intimassero ai giornalisti del New York Times di tenersi fisicamente lontani dal loro protetto tanto prima che dopo la trasmissione alla quale questi partecipava ma l’ex governatore del Massachusetts che e’ in corsa per la Casa Bianca, forse innervosito da quella circostanza, e’ esploso poi nel corso dell’intervista di “Special Report”. Il candidato, noto per i suoi tentennamenti su aspetti importanti della società e che stanno a cuore all’elettorato conservatore, alla domanda scontata ed onesta di Bret Baier di come potrebbe essere credibile nel caso fosse eletto, visibilmente contrariato, e’ scattato come una molla rispondendo sarcasticamente all’intervistatore: “Beh, Bret, la tua scaletta non e’ accurata…dovrai informarti meglio su ciò che penso…il mio punto di vista e’ che puoi vedere quanto sta scritto nel mio libro. Potrai vedere una persona che ha dedicato la vita alla famiglia, alla fede, al suo paese.”

Da tenere presente che, in questo caso, non si trattava di Dick Cheney intervistato da un Wolf Blitzer della CNN e su posizioni molto diverse dalle sue ma di un repubblicano intervistato nel corso di uno show in onda su un network ultraconservatore quale, appunto, Fox News. Constatare che questi perdesse le staffe per le domande di Baier evidenzia impietosamente come i candidati presidenziali repubblicani siano pittosto allergici ai contatti con i giornalisti e, temendone le domande scomode ed imbarazzanti, abbiano optato per una strategia fondata sul nascondersi, piagnucolare ed attaccare. Anche in America ci troviamo dunque alla presenza di fenomeni familiari in Italia dove il penultimo premier ha fatto della stessa strategia nei confronti dei media una costante stucchevole che ha finito poi per far toccare con mano alla gente come giocare il ruolo della vittima a tempo pieno non fosse più ne’ giustificato ne tanto meno credibile specialmente se usato da un supermagnate dell’informazione. E’ evidente che i conservatori sui due lati dell’Atlantico condividono le stesse problematiche ed, in perfetta sintonia, tendono a risolverle adoperando le stesse strategie. Quand’è possibile fuggono dai microfoni e dalle telecamere, se le loro apparizioni risultano scadenti e poco favorevoli si piangono addosso addossando la colpa delle loro brutte figure davanti agli elettori alla scorrettezza sleale dei giornalisti ed all’occorrenza, se s’accorgono che non sono riusciti a portare a casa nuovi punti nella corsa all’accaparramento del gradimento popolare, reagiscono in malo modo.

Ultimamente, forse per questa consapevolezza, il tam tam dei blog di internet e’ stato particolarmente critico e persino sarcastico su questo atteggiamento dei politici repubblicani di chiudersi nella loro “bolla” protettiva rendendosi indisposti ed indisponibili ai giornalisti. All’indomani dello scontro Romney-Baier, c’è chi si e’ posto la domanda di come un candidato presidenziale che ha evitato le domande del NYTimes potesse essere in grado d’affrontare l’Iran o la Corea del Nord ed, in altri termini, di come potesse pretendere di fare il presidente.

Nel frattempo, Newt Gingrich, il concorrente del suo partito che nei sondaggi sembra avere già effettuato il sorpasso, le idee che possiede non le nasconde e ciò sembra creargli problemi per la sua elezione e serie preoccupazioni almeno ad una buona parte degli Americani.

Per quanto riguarda questo candidato repubblicano in testa negli ultimi sondaggi in 3 sui 4 stati nei quali si voterà prima, l’ultima bomba e’ esplosa al momento in cui s’è appreso il ruolo che riserverebbe ai bambini poveri nel caso in cui la dea bendata lo facesse approdare alla Casa Bianca. In un primo momento Gingrich ha suggerito che gli scolari meno facoltosi dovessero fare i bidelli nelle loro scuole occupandosi delle pulizie. “Saranno considerevolmente meno costosi dei bidelli sindacalizzati” ha spiegato Gingrich in un discorso all’Istituto della Politica del Saint Anselm College nel New Hampshire “e si comincia a ristabilire la dignità del lavoro. In un quartiere molto povero si deve ristabilire la dignità del lavoro.” Il rivale di Obama e di Romney e’ ritornato dunque a sostenere che i poveri sono tali perché non sanno nulla di lavoro, proprio mentre l’America della crisi vede da tempo gente che rimane povera nonostante per sopravvivere si carichi sulle spalle due ed anche tre impieghi sottopagati e, forse, sarebbe azzardato definirli dei fannulloni o degli sfaccendati.

Naturalmente, in questa visione aberrante della società americana prossima, ventura, il lavoro dei bambini poveri e’ da preferirsi perché costa meno rispetto a quello degli adulti che hanno più esigenze e più pretese. Sembra scontato che Gingrich non sappia nulla delle crociate che sono state fatte in America per combattere all’estero lo sfruttamento minorile e la riduzione in stato di schiavitù.

La stessa pratica ritenuta immorale ed indegna di una società moderna e democratica se praticata nei garage dei cinesi in Italia o in terre esotiche come il Pakistan e l’India ora, qui in America, per merito del colpo di bacchetta magica di Gingrich, cambia improvvisamente natura e diventa improvvisamente “ristabilire la dignità del lavoro.”

Ci si chiede a questo punto, visto che si sta trattando del futuro dei bambini Americani, perché siano solo quelli poveri nel paese delle pari opportunità a dovere fare conoscenza con la dignità del lavoro tramite l’assegnazione della scopa, del sacco della spazzatura e dello strofinaccio. Una lezione, quando e’ valida come quella che presenta Gingrich, e’ valida per tutti a parte che, ovviamente, chi la suggerisce non adoperi standard diversi per strati differenti della società.

In ogni caso, nel suo studio sconcertante e rivoltante del ruolo scolastico dei bambini poveri l’incredibile Newt non aveva finito ancora di fare piani e di pontificare. Nel dubbio che la gestione degli attrezzi per le pulizie scolastiche richiedesse molta responsabilità, Gingrich ha completato dichiarando che i bambini poveri avrebbero dovuto operare come aiuto-bidelli ed, a chiarimento del suo pensiero, ha aggiunto pure che la loro area di competenza specifica dovrebbe essere quella della pulizie delle latrine. Il presidente Gingrich, come importante soluzione dei problemi del paese, vedrebbe dunque i bambini poveri nel ruolo di specialisti dei gabinetti.

“Vi dirò” ha dichiarato il capolista repubblicano ” che personalmente credo che i bambini poveri potrebbero lavare i pavimenti e pulire le latrine ed essere pagati e che ciò sarebbe giusto ( OK ).” Sembra incredibile ma questa proposta più che sconcertante ha avuto la benedizione di un altro noto rappresentante dello schieramento conservatore, quel Donal Trump che costretto a ritirarsi dopo la sua caduta nella corsa presidenziale, specialmente a seguito alla sua campagna di calunnie a proposito della sospetta mancanza di cittadinanza di Obama, riguardo a questi progetti di Gingrich ha affermato“…ho pensato che fosse un’ottima idea. Prenderemo dieci, giovani, meravigliosi bambini e ne faremo degli apprendisti…”

Dopo i vari ritiri nelle fila dei conservatori, tra le quali ultima quella di Herman Cain che dopo l’affiorare dei suoi scandali di tipo sessuale s’è presentato in pubblico con occhiali scuri di protezione, c’è da chiedersi chi i conservatori metteranno in campo affinché risponda ai requisiti minimi d’affidabilità nel ruolo più alto della conduzione di una grande potenza globale quale gli Stati Uniti ma, specialmente, rispetto a quelli minimi nell’uso delle capacita’ logiche e della decenza. A volte, come nel caso di Michelle Bachmann che plaudeva alla mancanza di protezioni sociali della Cina, si ha l’impressione che ci sia un ritorno di alcuni politici di destra a funesti periodi del passato neoindustriale. Si e’ indotti a pensare che questi leader di un paese che almeno sulla sua valuta dice di fidarsi di Dio s’ispirino invece all’Inghilterra della rivoluzione industriale durante la quale i bambini-operai venivano fatti dormire sui tetti delle loro fabbriche.

Se questi sono i candidati di cui dispongono e queste sono le idee  che hanno e le dichiarazioni che rilasciano nel corso dei loro comizi allora c’è da concludere che i repubblicani, almeno in questo momento e nonostante le ingenti riserve di fondi di cui dispongono, per quanto riguarda le prospettive per le elezioni del 2012 non sono messi affatto bene.

RO PUCCI

12 / 10 / 2011

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