a WINDOW on ITALY –
Houston – In un Paese nel quale s’è tentato a più riprese d’oscurare talk show settimanali molto popolari come ‘Annozero’ e ‘Ballarò’, dove i rappresentanti della destra e della sinistra si danno battaglia avendo la possibilità d’intervenire a turno, passa inosservato e non si dice nulla circa l’appuntamento quotidiano con ‘Qui Radio Londra’ di Giuliano Ferrara.
In base all’assodato teorema che una mela al giorno toglie il medico di torno, a chi come me osserva il Belpaese dall’esterno, sembra proprio che un Ferrara quotidiano sia quanto di meglio gli italiani possano richiedere in fatto d’informazione, tanto a mamma TV che al papà celeste. Con ‘Qui Radio Londra’, infatti, i telespettatori hanno sempre la certezza d’attingere allo stesso tempo ad un pozzo inesauribile di saggezza salomonica e di verità rivelate, inoppugnabili al punto che per i censori, sempre generosi d’anatemi con Michele Santoro e Giovanni Floris, il contraddittorio ed il confronto dialettico risultano perfettamente ridondanti e quindi superflui.
La trasmissione-monologo di Ferrara è, veramente, quanto di più imparziale ed obiettivo si possa desiderare! Giorno dopo giorno, seminascosto nella sua tinozza da bagno da Far West in legno pregiato, il conduttore continua a ritrasmettere le tesi già ruminate dai canali di Mediaset senza che qualcuno trovi qualcosa da eccepire o che venga obiettato alcunché circa l’uso a dir poco a senso unico del servizio pubblico.
Secondo le intenzioni del suo imponente direttore ‘Qui Radio Londra’ dovrebbe rappresentare la voce bonaria e tollerante di un’Italia moderna che rompe con il ciarpame dei parrucconi e del vecchio per identificarsi con la grande ventata di novità portata finalmente nel Paese dall’uomo della provvidenza e dal PDL del quale questi è creatore e Presidente insostituibile.
Un senso d’ammirazione, piuttosto evidente, rispetto a tutto ciò che è britannico fa intuire, da una parte la motivazione del titolo della trasmissione, dall’altra quell’anglofilia tipica d’alcuni nobilotti italici che a tratti, quando insorge in loro uno scatto d’orgoglio nazionalistico, sembra oscillare in un equilibrio precario tra odio ed amore. L’Inghilterra è vista da Ferrara come il Paese in cui i politici si scontrano cavallerescamente seduti l’uno difronte all’altro in Parlamento, ma è pure amante della guerra e persino sanguinaria. Contrariamente al fatto poi che la perfida Albione sia nota universalmente per il suo ‘fair play’ e per il suo spirito sportivo, questa dote ammirevole e nobile non sembra abbondare nè perfino far capolino nel copione della trasmissione neobellica proposta da Ferrara in prime time.
Nel corso della puntata del 6 Aprile, avente per oggetto “Il VERO contenuto del processo Ruby” si viene a scoprire subito, tanto per citare un esempio, come il protagonista solitario, che da ad intendere d’essere il solo a sapere interpretare correttamente i fatti, non risparmi fendenti ed affondi micidiali all’indirizzo dei giudici-persecutori di un calunniatissimo imputato per il quale s’elargiscono invece a piene mani attestati di simpatia, sostegno morale e panegirici di scuderia.
Chi ricordasse la nota tecnica del “negare, negare, negare…” non avrebbe problemi a capire perché ora, secondo Ferrara, l’accusa contro l’imputato sia da ritenere “temeraria, goffa, ridicola”. Si desume cosi che non solo le ‘toghe rosse’ ma anche tutti quelli che osano attaccare l’augusto imputato sono nel torto. Tra questi, i giornalisti che sarebbero accorsi da tutto il mondo “per vedere se si può sputtanare ancora un po’ questo nostro martoriato paese”.
L’Italia, dunque, per una contraddizione piuttosto sconcertante ed inattesa , non viene descritta più alla solita maniera del team di Governo come il Paese felice della pax berlusconiana, nelle cui strade lastricate d’oro scorrono fiumi di latte e miele, ma come un luogo piagato e deriso dove abbonda l’invidia più gretta per colui che ha la sfortuna d’essere il suo ricchissimo premier. Con incredibile caduta di stile ed approccio piuttosto semplicistico l’acuto presentatore cerca di fare intender all’italiano della strada che, in effetti, tutti i guai del leader del PDL non sono generati altro che da una pura e semplicissima invidia.
La verità vera, incalza questi da dietro la sua trincea, è che i milionari brutti, sporchi e cattivi non esistono. Alcuni di essi, sorpresi con le mani nella scatola dei biscotti dai loro aguzzini, sono stati messi ingiustamente e crudelmente in galera e sono stati spinti perfino a togliersi la vita. Sconvolgente, a questo proposito, una puntata storica nella quale Ferrara, allo scopo di far sprofondare nella vergogna i persecutori togati, si è soffermato a dimostrare praticamente e con dovizia di particolari la tecnica del suicidio con sacchetto di plastica intorno alla testa. In essa ‘Mister Radio Londra’, che non è nuovo a ruoli cinematografici di una certa levatura, sembrò superare persino la stessa teatralità consumata impiegata dalle hostess della British Airways allorché, al decollo dell’aeromobile, mostrano ai passeggeri distratti l’uso importantissimo della maschera d’ossigeno e del salvagente.
Nonostante la trasmissione dell’otto aprile sia stata dedicata a ribadire che in periodo elettorale non si presenterà il punto di vista di Berlusconi, ne quello della RAI, ma solo quello del suo conduttore, esiste più di un motivo per ritenere che questa sia piuttosto una versione neanche troppo mimetizzata di ‘Radio Arcore’. Come non considerarla tale quando gli spettatori vengono ad apprendere che in Italia non solo non esistono i ricchi capaci di commettere crimini ma neppure le donne che ora sono universalmente definite col termine inglese di escort?
Le signorine formose ed appariscenti viste entrare ed uscire copiosamente dalla villa di Silvio Berlusconi, e che sono le stesse alle quali questi ha scelto di fare beneficenza disinteressata, sono classificate ora da Ferrara come esponenti del mondo femminile che “hanno scelto di fare un uso spregiudicato della loro vita”. Tra queste Ruby Rubacuori la quale, non solo non ha capitalizzato sull’improvvisa ed inattesa notorietà, ma che è dipinta come una povera infelice la cui reputazione è stata compromessa per sempre e che ora viene lapidata crudelmente, tanto dai giudici talebani di Milano che dai disumani rappresentanti dei media. Sorge spontaneo chiedersi che cosa pensi di questo viavai ininterrotto verso questa sede del ‘bunga bunga’ la fantomatica fidanzata del padrone di casa che, tirata in ballo fugacemente a riprova dell’innocenza dell’imputato, si dice come per l’Araba Fenice dovrebbe esistere. Tutti ignorano chi sia e dove soggiorni a meno che, naturalmente, non rimanga nascosta al riparo dal gossip in una villa sulla Costa Smeralda o nella nuova dimora di Lampedusa che però dovrebbe appartenere ancora al suo vecchio proprietario.
Il Capo del Governo italiano sembra ritornare agli stessi vizietti che finirono per esasperare la Signora Lario e potrebbe quindi aver mentito. Intanto, per impegni istituzionali più importanti, e solo per quelli, ha già dribblato l’apertura del processo a suo carico ed è stato già assolto da Ferrara, il quale, per giustificare il suo allineamento e per rendere se possibile ancora più simpatico il Cavaliere ai suoi ascoltatori, lo ha definito come un “giocoliere galante”.
Tutti possono dormire sonni tranquilli, spiega ‘Qui Radio Londra’ all’intera nazione. Il ‘giocoliere’ nel sacro tempio della sua vita ‘privata’ sta ritemprando le sue forze inesauribili con giochi galanti e rilassanti. Domani, diversamente da quanto temuto dagli USA e trapelato con le rivelazioni sconcertanti di ‘Wikileaks’, queste evasioni innocenti gli permetteranno d’affrontare con maggiore energia e concentrazione il duro lavoro effettuato ad esclusivo interesse degli italiani.
La puntata del giorno è terminata e in Parlamento è stata accolta la tesi che l’invidiatissimo superman, mettendo generosamente sotto la propria ala protettiva la spregiudicata ‘nipote di Mubarak’, avrebbe salvato ancora una volta l’Italia.
Vista da lontano l’Italia dà l’impressione d’essere un Paese nel quale si crede di tutto, persino al fatto che un politico possa ricevere una casa in regalo senza esserne informato. Nel caso della parentela Ruby-Mubarak sembra, pero, che qualcuno non sia ancora convinto di questa giustificazione salva-premier francamente difficile da credere e che pure è stata accolta senza discutere dal team di centro destra. Tra gli scettici, il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, il quale durante il suo intervento alla trasmissione ‘L’Ultima Parola’ di RAI2, ha dichiarato in modo divertito di dissociarsi dai parlamentari creduloni, i quali ora si trovano al bivio fra l’essere classificati come stupidi o come poco onesti ed, in ogni caso, indegni del posto che occupano.
‘Qui Radio Londra’ intanto continua -infischiandosene di titoli come quello di ieri del ‘Financial Times’: “The euro crisis, Italy and its playful premier”- ed è probabile rappresenti un altro caso evidente di imPar Condicio che non fa onore nè alla RAI nè al Paese -unico caso in Occidente in cui il Capo del Governo non ha mai risolto un conflitto d’interessi che gli mette già a disposizione la maggior parte dell’informazione televisiva.
RO PUCCI
